The Riganellis

Ave a voi, miei fedeli lettori (cioè ciao Gabri e Batu)!
Ieri sera ho assistito al primo live dei RIGANELLIS… Fantastico! Sono rimasta piacevolmente sorpresa nello scoprire che sono forti per davvero… Non che dubitassi della loro bravura, ma cosa ci si dovrebbe aspettare da una band nata solo pochi mesi fa?!
E invece la prima anticipazione della “Riganotte” (quella autentica si avrà soltanto fra qualche mese) è stata un vero spettacolo. Non solo per la bravura dei componenti della band, che sono davvero degli ottimi musicisti, ma anche e soprattutto per il magnifico clima che hanno saputo creare. Come giustamente mi ha riferito Batu (alias David Riganelli, il cantante della band), non si è mai visto un concerto di 8 canzoni che sia durato quasi 2 ore… Per cui rendiamo il giusto onore a Batu, un vero showman che riesce a far divertire il pubblico ad ogni occasione, e a tutti i suoi compagni, che, per quanto sembrino burberi e “musoni” (si veda il tastierista), in realtà hanno saputo creare il giusto feeling tra di loro, che poi ha contagiato anche il pubblico (o almeno la sottoscritta).
Well, ora passiamo ad esaminare one on one (come dicevano i miei cari Judas Priest) tutti i Riganellis (che solo ieri sera ho scoperto essere tutti gemelli, nati ognuno da una madre diversa… Mah!).
Di Batu si è già parlato poco sopra: grande frontman, con una voce che sinceramente non mi aspettavo, avendolo sentito cantare solo canzoni degli Abba… Molto versatile e soprattutto veramente ironico ed umile, un divo per finta che però diverte e sa cantare per davvero (l’esecuzione di “Believe” dei Savatage assicura che quello che sto dicendo non è una cazzata).
Filippo Simonetti è riuscito addirittura a migliorare l’idea che mi ero fatta di lui, avendolo sentito suonare con un’altra band: devo dire che la versione metallara mi piace molto di più della versione indie rock. Un autentico guitar hero, cosa che già si capisce dalla posizione “king of the world” che adotta quando suona.
Ottimo anche Francesco Riganelli, altro chitarrista della band, su cui non posso assolutamente dire niente perché non sono degna neanche di allacciargli gli anfibi… Spaventoso. E poi si vede da lontano che è un metallaro serio… Porco giuda, ce ne fosse di gente così!
And now parliamo di Alessio Severini, il batterista dei Riganellis. Ma cosa gli danno da mangiare a ‘sti mercatalesi?! Non si ferma un secondo, batte il tempo su tutto, persino sui cori “spontanei” partiti dal pubblico… Ed è semplicemente assurdo… Davvero molto bravo…
E cosa dire di Simone Occhini…?! Tenendo presente che il basso gli è praticamente stato imposto perché in giro i bassisti scarseggiano, devo assolutamente fargli i miei complimenti… Se l’è saputa cavare benissimo…
Last but not least, Emanuele Perugini, il tastierista dei Riganellis, nonostante le mosse da Ray Charles probabilmente dovute al vino (thanks to Gabriele per avermi suggerito questa magnifica immagine), mi ha fatto davvero venire i brividi quando ha suonato “Believe”… Spettacolare… In scaletta c’erano dei pezzi degni di nota, come “Living after midnight” e “Breaking the law” dei Judas Priest, “We’re not gonna take it”, “Cum’on feel the noize” ed anche la meravigliosa “Stazzi de qua, bevi de là”, ma senza dubbio “Believe” è stata quella che mi ha emozionato di più. Splendida.
Fantastici anche gli effetti, come il video di presentazione iniziale ed il teschio con le corna degli AC/DC (fra l’altro le indossavo anch’io…Eh eh…!). Ah, grazie mille per la “megamagnata” di fumo che mi sono dovuta fare dalla prima fila…
Beh, chiudo facendo ai Riganellis i miei complimenti: non avete assolutamente fatto pena, come teme Batu, anzi… Spero di vedere al più presto un vostro nuovo live… Ah, Gabriele vi ringrazia per la birra gratis… =)
Long live the heavy metal!

Roxanne Hyde

The Riganellisultima modifica: 2009-04-05T22:16:00+02:00da roxannehyde
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